Author Archives: Ivan Marchesini

WCS con QGIS (e GDAL)

Purtroppo, ad oggi, non esiste ancora un plugin di QGIS che, come per WMS e WFS, consenta di accedere con semplicità alle risorse WCS.

Tuttavia GDAL è in grado di farlo e, come noto, QGIS fa uso di GDAL per numerose applicazioni. Vediamo quindi come usare QGIS per accedere alle risorse WCS.

Si supponga di conoscere l’indirizzo del servizio WCS e il nome del layer (coverage) cui si intende accedere. Ad esempio il DEM a 20 metri di risoluzione e sistema di riferimento UTM-WGS84 fuso 33 del portale cartografico nazionale.

Indirizzo del servizio: http://wms.pcn.minambiente.it/cgi-bin/mapserv.exe?map=/ms_ogc/wcs/DTM_20M_wcs_33.map

Nome layer: DTM_20M_f33

Si crei un file di testo contenente solo (non devono esserci linee vuote) il seguente testo:

<WCS_GDAL>
<ServiceURL>indirizzo_del_servizio&</ServiceURL>
<CoverageName>nome del layer</CoverageName>
</WCS_GDAL>

In cui ovviamente abbiamo sostituito indirizzo del servizio e nome del layer con i parametri sopra elencati.

Si salvi il file con il nome preferito, ad esempio: dtm20.xml

A questo punto si apra QGIS e si proceda a scegliere i menu “Raster” → “Conversion” →
“Conversione formati”. In altre versioni: “Raster”→ “Conversione formati”.

  • su “Layer in input” scegliere il file dem20.xml;
  • su “Layer in output” inserire il nome e la posizione che si preferisce (ad esempio, su windows: C:/Documents and Settings/utente/Desktop/mio_file.tif);
  • spuntare “finestra di proiezione”;
  • aggiungere valori come questi accanto a “finestra di proiezione”: 294260 4809200 298340 4805360. (I primi due valori esrpimono la coordinata X e Y dell’angolo in alto a sinistra del rettangolo che rappresenta la porzione di territorio da scaricare. La seconda coppia rappresenta invece le coordinate dell’angolo in basso a destra. Le coordinate sono ovviamente espresse in UTM WGS84 fuso 33 Nord. i valori sono separati tra loro da un singolo spazio)

Cliccando su OK il layer sarà scaricato e salvato sul proprio computer. Se si è spuntato anche “Carica sulla mappa quando finito” il layer sarà immediatamente visualizzato su QGIS.

La Regione Emilia Romagna Libera i Dati (anche geografici)

La Regione Emilia Romagna, a partire dal 14 ottobre 2011 ha iniziato a rilasciare i propri dati (anche quelli geografici: http://dati.emilia-romagna.it ).

Le licenze con cui i dati sono rilasciati sono di due tipi:

  • pubblico dominio, cioè si può fare qualsiasi uso dei dati  (CC0 – “You can copy, modify, distribute and perform the work, even for commercial purposes, all without asking permission” )
  • con attribuzione, cioè si può fare qualsiasi uso dei dati con il vincolo di citare la fonte  (CC-BY – “You are free to copy, distribute and transmit the work, to adapt the work,to make commercial use of the work
    Under the following conditions:
    Attribution — You must attribute the work in the manner specified by the author or licensor (but not in any way that suggests that they endorse you or your use of the work”)

Da notare che è permesso qualunque uso dei dati, anche commerciale. Questo rende semplice utilizzarli per sviluppare applicazioni di diverso tipo o anche solo usarli come dati di esempio nell’ambito di seminar, tutorial o corsi.

Tra i dati più interessanti citiamo il layer vettoriale, ottenuto per integrazione di diverse fonti, di tutti gli edifici della regione. Esiste inoltre un piano di rilascio dati che ne aumenterà progressivamente il numero disponibile agli utenti.

La regione Emilia Romagna si allinea così a quanto già fatto dalla regione Piemonte e (in modo leggermente diverso) dalla regione Sardegna.

Si spera che a breve gran parte delle regioni italiane seguiranno questi esempio di buone pratiche nel settore delle PA.

Un grazie anche a GFOSS.IT (Associazione nazionale per l’informazione geografica libera) che ha lavorato e collaborato con la RER per raggiungere questo obiettivo.

QGIS, GRASS e Proj4 in genere per i dati catastali

Premessa

Più di una volta mi sono imbattuto nel problema di dover gestire dati catastali. Questi dati sono spesso forniti con proiezione di Cassini basata su ellissoide di Bessel orientato a Genova. Sono presenti inoltre numerosi centri di emanazione (origini di sistemi di riferimento locali) distribuiti sul territorio.

Basi di partenza

La lettura di questo articolo  mi ha invogliato a provare a definire una stringa valida, per definire sistemi di riferimento personalizzati, per Proj4 e quindi  per QGIS, GRASS e tutti gli altri software che si basano su Proj4.

Inoltre la disponibilità delle coordinate dei centri di emanazione (http://www.fiduciali.it) mi ha definitivamente convinto a provare.

Il risultato, per una zona del territorio umbro-ternano, è mostrato in figura.

Un esempio del risultato ottenuto. La base è l’ortofoto UTM WGS84 fuso 33 tratta dal Portale Cartografico Nazionale. In rosso il dato riproiettato con un software specifico messo a disposizione dalla Regione Umbria per il territorio regionale (Ferens), in verde il dato riproiettato utilizzando la stringa di proj4 sotto descritta.

 Dettagli

Dalla lettura del testo si possono desumere i 7 parametri di Helmert (basta invertire i termini di rotazione di Bursa-Wolf) per l’orientazione dell’ellisoide di Bessel a Genova:
+towgs84=656.5,138.2,506.5,5.187,-2.540,5.256,–12.61

Sappiamo inoltre che, per la provincia di Terni il centro di emanazione è Monte Mario, le cui coordinate sull’ellissoide di Bessel possono essere ottenute sia su fiduciali.it che sull’articolo sopra citato. Sapendo inoltre che la proiezione da utilizzare è quella di Cassini, si arriva a scrivere la stringa Proj4 per il sistema di riferimento catastale per la provincia di Terni e più in generale per il territorio coperto dal centro di emanazione di M. Mario:

+proj=cass +lat_0=41.923444 +lon_0=12.451900 +x_0=0 +y_0=0 +ellps=bessel +towgs84=656.5,138.2,506.5,5.187,-2.540,5.256,–12.61 +units=m +no_defs

Note a margine

L’articolo riporta anche i parametri per una trasformazione a 3 parametri di Molodensky, che però, almeno per il territorio su cui è stato svolto il test, è risultata meno precisa.

Il test descritto sopra è stato effettuato solo nella zona citata, sono quindi graditi commenti, smentite e test per altre zone italiane (ovviamente cambiando le coordinate del centro di emanazione).

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GeoNetwork e INSPIRE

Abilitare la vista INSPIRE per la compilazione di metadati in GeoNetwork

Molti di noi utilizzano GeoNetwork per creare portali per la ricerca di dati e la compilazione di metadati.
Personalmente mi sono trovato recentemente nelle condizioni di capire come abilitare la vista INSPIRE su GeoNetwork.
Non sapevo che è una cosa semplicissima, infatti la vista INSPIRE è già pronta dentro GeoNetwork dalla versione 2.5. Ecco come fare:
Dopo aver installato GeoNetwork (sia come war file per tomcat che come pacchetto a se stante) andate a dare un’occhiata al file config-gui.xml (ad esempio se avete installato il war file lo trovate nella directory /var/lib/tomcat7/webapps/geonetwork/WEB-INF/config-gui.xml)
Andate alla ricerca della sezione metadata-tab e modificatela in questo modo:

<metadata-tab>
 <simple flat="true"  default="true"/>
 <advanced/>
 <iso/>
 <inspire flat="true"/>
 <xml/>
 </metadata-tab>

Il gioco è fatto. Avviando GeoNetwork ed andando a a creare metadati troverete ora la possibilità di farlo nella vista INSPIRE

Le varie sezioni con cui saranno suddivisi i metadati da inserire saranno quelle che trovate sull’editor inspire che trovate qui